lunedì, 28 gennaio 2008, 14:14


Per i motivi più vari, in questo weekend momenti differenti del mio passato hanno bussato alla porta del presente..... Come se avessi bisogno di ulteriori complicazioni nella mia già-poco-incasinata vita.
Va beh, a dir la verità poco importa.

Dovendomi confrontare con quel che è stato, ho capito che non rimpiango nulla. Non mi mancano le persone con cui uscivo, non mi manca l'atmosfera che c'era... Non mi manca niente perché in quel mondo non è cambiato niente: le dinamiche sono sempre le stesse, sempre i soliti discorsi...

Sarebbe stata una gabbia insopportabile. Una lenta asfissia, una rinuncia a quello che credo e che sono.

Quindi, insomma.... Va bene così.
Solitaria ma libera, indipendente, autonoma.

Per fortuna.


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venerdì, 25 gennaio 2008, 18:49


Che strane sensazioni.

Oggi non sono riuscita a prendere in mano un libro, inutile.
Sarà stato che nelle cuffie mi ha torturato in loop «Sangue impazzito» dei Timoria e che ha qualcosa di malsano questa canzone.
Sarà che sto preparando un esame di merd*, osceno e pallosissimo all'inverosimile.
Sarà che manca qualcosa alla mia quotidianità.

Saranno tutte queste cose, non importa, ma il risultato è che non ci sono. Mi sento assente, con la testa altrove, incapace di fissare i pensieri sullo studio.
Oh, sì, un pensiero costante c'è. È lì, nascosto in parte nell'ombra, ma c'è. Non aspetta un secondo a mostrarsi quando svanisce la concentrazione.
Quel pensiero che devo cambiare, che devo aspettare, che ho deciso, so quello che voglio.

Con mia mamma che mi guarda e che mi dice: "Perché ridi? ...cos'è successo per renderti così felice?"
"I sogni...", avrei dovuto risponderle. I sogni, le illusioni, le stupidità.

In testa, nel kaos, una frase (tra i tentativi di imparare il testo di «Sangue impazzito» e di «La nave» e altri pensieri semi-inutili) presa da «Cade la pioggia», dei Negramaro featuring Jovanotti (altra canzone malsana):

"Tu fammi sperare"

Penso che sia sbagliato dire a qualcuno una cosa del genere, è un po' come invitare qualcuno a farci del male... Eppure mi piace.
Tanto anche.

Ok, sto degenerando dato i colori della frase.... L'ho fatto senza rendermene conto.
Urge una disintossicazione.

[on the air, tra le altre, "Sangue impazzito"_Timoria,
"La Nave"_Timoria, "Mi accendi i sensi"_Miura,
"L'uomo che ho immaginato"_Francesco Renga,
"Indaco dagli occhi del cielo"_Zucchero e
"Innocence"_Avril Lavrigne
 scelte a caso dal lettore mp3 tra le 611 disponibili]


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sabato, 19 gennaio 2008, 18:04

Ieri, psicodramma.

«Un incontro a due: sguardo nello sguardo, faccia a faccia.
E quanto tu sarai vicino io coglierò i tuoi occhi per metterli al posto dei miei,
 e tu coglierai i miei occhi per metterli al posto dei tuoi,
poi io ti guarderò con i tuoi occhi e tu mi guarderai coi miei».

Jacob Levi Moreno

Psicodramma.
Cambiare.... Non esagerando.
Cambiare, però.

Io cambierò.


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mercoledì, 09 gennaio 2008, 15:29

...puzzle_

puzzle me

Arriva il momento in cui qualcuno ti presenta un conto.
Uno degli infiniti conti che nella vita si pagano, uno di quelli che devi pagare perchè hai tentato di sfuggire, di dimenticare, di tacere una parte di te.

Me lo ritrovo davanti, un po' imbarazzata e un po' sorpresa, qui dove pensavo non avrei mai dovuto pagare nulla, qui dove l'identità di una persona nasce da quello che lei stessa decide di svelare e non in base al quello che dice la gente.
Un conto che genera un po' d'ansia, visto che sfugge al mio controllo la possibilità di gestire le informazioni che mi riguardano...
Qualcuno potrebbe chiedere: "Perché ansia se non hai nulla da nascondere?".
Giusta osservazione ma imprecisa. Quello che mostro di me nel mondo virtuale è realmente esistente, non è una creatura creata ad hoc per ingannare qualche malcapitato avventuriero cibernetico; sono, però, consapevole del fatto che non mostro parti di me che chi mi conosce di persona ha toccato con mano e che "dal vivo" non posso evitar di mostrare.
Alla fine sono tutte maschere: quelle reali nate per compiacere e non smentire l'immagine di me che gli altri generalmente incontrano (...chi infatti ha voglia di impegnarsi ogni volta a smentire l'identità preesistente con lo scopo di convincere che il vero sé è qualcosa di diverso?); quelle virtuali per poter mostrare qualcosa che normalmente non lascio vedere e, a volte, anche per incontrare il "piacere" di qualcuno.

Come quando si ha a che fare con miliardi di piccole tessere di puzzle, voi avete solo la possibilità di sistemare "qualche" tesserina e vedere così una parte di quel che sono.
Miliardi di identità con caratteristiche che si sovrappongono, alla "Uno Nessuno e Centomila" (o "Così è (Se Vi Pare)") del caro Pirandello.

E adesso?
Ora... Magari questa divagazione è stata inutile (quasi sicuramente), visto che ci vuole pazienza, mooooolta pazienza, per scambiarsi le informazioni. Magari, invece, è stata utile e mi ha aiutato ad esorcizzare la paura di mostrare qualcosa di che non vorrei far vedere (il che non vuol dire che è un qualcosa di per sé negativo ma, più che altro, è un qualcosa che a me ha creato problemi).

Mah.


...un po' permane sempre quella sensazione di incomprensione.
Imparerò a conviverci prima o poi.


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lunedì, 07 gennaio 2008, 15:57

Non abbiamo rapporti perfetti ma perfette illusioni_

Ci penso ascoltando "Via Padana Superiore"... Le persone a volte si raccontano seguendo ed indossando delle canzoni. Lo vedi ascoltando i testi, i ritmi e osservando quanto ci dice il nostro interlocutore.
...voglio rimanere sull'indefinito, anche se la canzone già indirizza in un certo modo, restringe il campo.
It doesn't matter.

Questa canzone.

"Continuerà
Ad amare un uomo finito?
Non ho più niente da raccontare ormai...
No, oggi non si può...
No, di me che farà?"

Sembrano le parole di qualcuno che si è rassegnato.
Le stesse che ho già sentito altrove. Le stesse che sento quasi ogni giorno, velate di ironia.
Tu che rinunci.
Io che rinuncio.
La rabbia di qualcuno che non sa più che fare, di qualcuno che non vorrebbe ma che si trova in un vicolo cieco. Che è sfiduciato. Perché per le persone attorno, persone a cui vogliamo piacere e che desideriamo ci notino, siamo invisibili... Ci guardano attraverso o considerano solo una parte di noi. Non immaginate quanto possa essere sfiancante, quanta amarezza porta l'esserne consapevoli. Perché non abbiamo osato, perché abbiamo avuto paura, perché non ci siamo azzardati a rischiare, per una volta.
Perché alla fine è sempre così.
E vedremo la vita sfuggirci via con altre persone. Di certo più interessanti, più attraenti, più più.

Ma non è solo questa, la rassegnazione.
Vive anche in chi ha toccato nel cuore un dolore che non riesce a togliere, come un ramo di rovi che si attorciglia dentro di noi facendo del male. E capire che, se mai troveremo qualcuno, quella persona dovrà convivere con questa sofferenza che non se ne vuole andare, che è parte di noi come il colore degli occhi.
Lascia l'amaro in bocca.

Anch'io vesto canzoni, spesso.
Di musica, al contrario di quello che si può pensare conoscendomi, vivo.

Oggi, il mio abito è quello di rassegnata.
Non voglio pensarci ma è così.
Mi sento come qualcuno che ha corso per prendere un treno e, quando arriva al binario, lo vede partire.

Ho perso un altro treno.

E che ne sarà di me domani?

«Cade la pioggia
e piovono i ricordi
a questo foglio non so che dire ormai
certo vorrei avere un’ idea importante,
per raccontare il fuoco dentro me
No, oggi non si può
No, di me che farà?
Sale la nebbia,
sale nei miei occhi,
lei dorme ancora e sembra ride un po'
Continuerà
ad amare un uomo finito?
non ho più niente da raccontare ormai
No, oggi non si può
No, di me che farà?
Corron le auto
corre veloce il tempo»


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domenica, 06 gennaio 2008, 20:12


Lo capisci in una notte d'inverno che forse cercavi un po' di caldo da qualcuno che non ti poteva scaldare,
che ne avresti bisogno ma che non ti puoi soddisfare.


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venerdì, 04 gennaio 2008, 21:45


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Ciao nonna, fa' buon viaggio lontano da qui...


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mercoledì, 02 gennaio 2008, 14:16


Se Dio esistesse, adesso non starei qui a scrivere quello che sto per scrivere.
Se Dio esistesse, non avrebbe mai permesso che accadessero certe cose.
Se Dio esistesse....

Se.






Se Dio esistesse, si sarebbe già messo una mano sul cuore e ti avrebbe già lasciato andare.














Non dimenticherò quel respiro arrancato di chi attende solo di poter chiudere gli occhi


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The Blog

« Mia piccola Amélie, lei non ha le ossa di vetro. Lei può scontrarsi con la vita. Se lei si lascia scappare questa occasione con il tempo sarà il suo cuore che diventerà secco e fragile come il mio scheletro. Perciò si lanci, accidenti a lei! ♥ »

About Me.

Incostante e a volte persino contraddittoria.
Mi piace ascoltare.
Dotata di una buona dose di stronzaggine.
Eccessiva pensatrice.
Legata alle persone a cui voglio bene.
Consapevole che, a volte, la vita va come deve andare.
Ironica.
Cattiva –sometimes-.
Ingenua.
In un perenne stato di ricerca.
Spaventata.
Scissa.
Superba - sometimes-.
Incomprensibile a chi non la conosce.
Determinata per le cose che vuole.
A volte senza coraggio.
Con la tendenza a non dimenticare (in senso sia positivo sia negativo).
Disordinata.
Mentalmente pigra -sometimes-.
Testarda e permalosa.
Studentessa di Psicologia.
Una piccola sognatrice dentro un corpo di (quasi) donna.

Other quotes.

«Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita: Non importa quanto buona sia una persona, ogni tanto ti ferirà. E per questo bisognerà che tu la perdoni.
(...)
Non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari».
Paolo Coelho

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