domenica, 21 settembre 2008, 22:46
Voglio Una Pelle Splendida.Afterhours
Stringimi Madre, ho molto peccato,
ma la vita è un suicidio, l'amore un rogo.
E voglio un pensiero superficiale
che renda la pelle splendida.
Senza un finale che faccia male,
coi cuori sporchi e le mani lavate.
A salvarmi, vieni a salvarmi,
salvami,
bacia il colpevole se dice la verità...
Ma sì...
Passo le notti nero e cristallo
a sceglier le carte che giocherei,
a maledire certe domande che forse era meglio
E voglio un pensiero superficiale
che renda la pelle splendida.
A salvarmi, vieni a salvarmi,
salvami,
bacia il colpevole se dice la verità...
Mercy...
Voglio un pensiero superficiale
che renda la pelle splendida.
A salvarmi, vieni a salvarmi,
salvami,
bacia il colpevole se dice la verità...
Mercy.
Scritto da eruname in poesie, ascolto
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domenica, 14 settembre 2008, 23:49
Grazie a Marta per avermi suggerito di cercare in internet la pubblicità di Louis Vuitton e di prestare attenzione alle parole, a questa poesia.
What is a journey ?
A journey is not a trip.
It's not a vacation.
It's a prcess. A discovery.
It's a process of self-discovery.
A journey brings us face to face with ourselves.
A journey shows us not only the world,
but how we fit in it.
Does the person create the journey
or does the journey create the person ?
The journey is life itself.
Where will life take you ?
Scritto da eruname in thoughts, leggo
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lunedì, 08 settembre 2008, 23:54
Evviva Grey's Anatomy.
4.01 Cambiamenti_
Nella pratica medica, il cambiamento è inevitabile. Si sviluppano nuove tecniche chirurgiche, le procedure vengono aggiornate, le proprie capacità crescono. L'innovazione è tutto, niente rimane invariato a lungo.
E noi o ci adattiamo al cambiamento, o... Restiamo indietro.
[...]
Il cambiamento, non ci piace, ci fa paura, non possiamo evitare che arrivi.
O ci adattiamo al cambiamento o rimaniamo indietro. Crescere è doloroso, chiunque dica il contrario sta mentendo. Ma la verità è che, qualche volta, più le cose cambiano, più restano le stesse. E qualche volta, oh, qualche volta il cambiamento è bello.
Oh, qualche volta il cambiamento è... Tutto.
4.02 A proposito di dipendenza_
In ospedale abbiamo sempre a che fare con delle dipendenze. È pazzesco quanti tipo di dipendenze esistano. Sarebbe troppo facile se fossero solo da droga, da alcolici e da sigarette.
Io penso che la cosa più difficile per liberarsi di una abitudine sia volersene liberare. Voglio dire, ci sarà un motivo se abbiamo una dipendenza.. no? Spesso, troppo spesso, le cose che all'inizio erano solo parte della tua vita ad un certo punto passano il limite e diventano ossessione, compulsione ti fanno perdere il controllo. È l'ebbrezza che inseguiamo, l'ebbrezza per cui tutto il resto... Svanisce.
[...]
Il brutto della dipendenza e che non finisce mai bene perché ad un certo punto qualunque cosa sia quella che ti fa stare bene smette di farti bene e comincia a farti male. Eppure dicono che non ti togli il vizio finché non tocchi il fondo, ma come fai a sapere quando l'hai
toccato? Ma non importa quanto una cosa ci faccia male... Certe volte, rinunciare a quella cosa fa ancora più male.
Che bello, avevo dimenticato perché l'anno mi ero così facilmente appassionata a questo telefilm. Oddio, non sono una che fa fatica ad appassionarsi, tuttavia le riflessioni di Meredith alla fine degli episodi mi colpiscono un sacco. E mi fanno riflettere.
"Cambiamento" e "dipendenza" gli argomenti di stasera... Temi che mi riguardano da vicino sia a livello personale sia a livello "professionale": quante volte si sente la necessità di cambiare la propria vita? Quante volte la voglia di cambiare noi stessi, il nostro presente, le amicizie, la quotidianità... Ormai, io ho perso il conto. E quante volte ci si sente "dipendenti"? Da una persona, da un sentimento, da un oggetto concreto, da una sensazione, dalle circostanze esterne, dalle nostre fragilità....
Ma non solo.
Quante volte abbiamo permesso agli altri di cambiare come meglio credevano? O anche solo di cambiare qualcosa al di fuori di sé? E quante volte li abbiamo obbligati a farlo, solo per rispondere ai nostri gusti?
Quante volte, invece, abbiamo lasciato che gli altri diventassero dipendenti da noi? Quanto abbiamo cercato di creare rapporti in cui avevamo la posizione migliore?
Siamo tutti molto strani, certe volte. Desideriamo per noi un modo di essere trattati che non corrisponde a quello che usiamo con chi ci sta attorno. Abbiamo l'esclusiva sulla scelta: io posso decidere se cambiare o no, io posso decidere se essere dipendente o meno, ma tu non puoi cambiare e sei dipendente rispetto a me.
Il bello è che non tutti se ne rendono conto e pongono rimedio a questo modus operandi distorto e subordinante; così, si va avanti credendo che le regole che valgono per noi valgono anche per gli altri, magari recriminando se qualcuno non ha operato verso il cambiamento, pur avendone l'opportunità (ai nostri occhi). E se questo schema di scelte e di pensieri viene fatto notare all'agente di turno, ecco che scatta la reazione difensiva: no, non è vero.
Inutile sprecare parole e spiegazioni su quanto sia evidente che si ha a cuore che l'altro non cambi e si dimostri dipendente da noi, su come ciò sia molto diffuso... Discorsi vani.
Scritto da eruname in thoughts, ascolto, vedo, daily report
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domenica, 07 settembre 2008, 20:05
Leggevo e-mails ricevute e inviate ad un'amica, un attimo fa, non ricordando quel che le avevo inoltrato.
Che buffo, rileggo frasi con un'alta concentrazione di fastidio e di stronzaggine ed è come leggere un mucchio di parole noiose.
Nelle orecchie c'era Il Giorno Di Dolore Che Uno Ha, di Luciano Ligabue. Il mio lettore mp3, ancora una volta, ha saputo scegliere la canzone più indicata.
xD
Quando tutte le parole sai che non ti servon più,
quando sudi il tuo coraggio per non startene laggiù,
quando tiri in mezzo Dio o il destino o chissà che,
che nessuno se lo spiega perché sia successo a te,
quando tira un po' di vento che ci si rialza un po'
e la vita è un po' più forte del tuo dirle "Grazie, no",
quando sembra tutto fermo la tua ruota girerà....
...sopra il giorno di dolore che uno ha....
Quando indietro non si torna, quando l'hai capito che
che la vita non è giusta come la vorresti te,
quando farsi una ragione vorrà dire vivere:
te l'han detto tutti quanti che per loro è facile,
quando batte un po' di sole dove ci contavi un po'
e la vita è un po' più forte del tuo dirle "Ancora no",
quando la ferita brucia la tua pelle si farà....
...sopra il giorno di dolore che uno ha....
Quando il cuore senza un pezzo il suo ritmo prenderà,
quando l'aria che fa il giro i tuoi polmoni beccherà,
quando questa merda intorno sempre merda resterà
riconoscerai l'odore perché questa è la realtà,
quando la tua sveglia suona e tu ti chiederai che or'è,
che la vita è sempre forte molto più che facile,
quando sposti appena il piede lì il tuo tempo crescerà...
...sopra il giorno di dolore che uno ha....
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mercoledì, 03 settembre 2008, 19:45
Occhi dentro occhi e prova a dirmi se
un po' mi riconosci o in fondo un altro c'è sulla faccia mia
che non pensi possa assomigliarmi un po'
Mani dentro mani e prova a stringere
tutto quello che non trovi
negli altri ma in me
quasi per magia
sembra riaffiorare tra le dita mie
Potessi trattenere il fiato prima di parlare
Avessi le parole quelle giuste per poterti raccontare
qualcosa che di me poi non somigli a te
Potessi trattenere il fiato prima di pensare
Avessi le parole quelle grandi
per poterti circondare
e quello che di me
bellezza in fondo poi non è
Bocca dentro bocca e non chiederti perché
tutto poi ritorna
in quel posto che non c'è dove per magia
tu respiri dalla stessa pancia mia
Potresti raccontarmi un gusto nuovo per mangiare giorni
Avresti la certezza che di me in fondo poi ti vuoi fidare
quel posto che non c'è
ha ingoiato tutti tranne me
Dovresti disegnarmi un volto nuovo e occhi per guardarmi
Avresti la certezza che non è di me che poi ti vuoi fidare
in quel posto che non c'è
hai mandato solo me
Solo me
Solo me
Solo me
Solo me...
Quanto mi piace questa canzone.... Per me, è poesia pura. Ogni parola ha un peso, un senso. O forse lo ha solo ai miei occhi... Mah.
Mi ha accompagnata in una giornata più che difficile una sessantina di giorni fa e oggi mi ritrovo ad ascoltarla in loop con fuori un tempo ventoso che suggerisce voglia di pioggia e ore di tirocinio pesanti alle spalle. Non ci sono fili comuni tra gli avvenimenti di quel passato e di oggi, se non la mia tristezza.
E così, mi ritrovo qui a pensare a quanto questa poesia in musica renda bene quanto ci si possa sentire esclusivamente considerati, come al culmine di una parabola rovesciata, e poi ci ritrovi esclusivamente tagliati fuori. Come renda bene cosa significa sentire una persona vicino, sentire di essere una cosa unica e intera, di come però le cose cambiano con un semplice colpo di vento, in modo imprevisto e come ciò ci veda impreparati.
...è inutile, questa canzone fa male eppure mi piace. La ascolto ogni volta con attenzione pensando a tutte le volte che ho vissuto la voglia di trovare "le parole giuste per poterti raccontare qualcosa di me che non somigli a te", oppure la voglia di essere circondata da una parola rassicurante che aspettavo piuttosto che il desiderio di riempirmi le labbra di parole bellissime per mancare alle lacune di "quello che di me bellezza poi non è".
Alla fine di tutto, serve impegno per creare un rapporto concreto. Serve la voglia (rischiosa) di mettersi in gioco. Perché è facile giocare e scherzare finché c'è la possibilità di farlo ed è anche facile non rendersi conto che si è andati un po' oltre i limiti consentiti dal buon senso. E allora si rischia di guardarsi in faccia e di scoprire che uno dei due c'è rimasto sotto.
"Ma alla fine stavamo scherzando..."
...è comodo nascondersi dietro un dito e non capire che abbiamo peccato di leggerezza, che abbiamo sottovalutato quello che abbiamo visto, che abbiamo lasciato che un significato doppio fosse dato ai nostri gesti. Fin troppo facile è fare spallucce dicendo "Ah, ma io non c'entro, non è colpa mia". In un qualsiasi rapporto a due, non è mai solo colpa di una persona. La responsabilità si divide tra entrambi gli interessati. Magari c'è chi ci ha messo di più e chi ci ha messo di meno, ma il torto (e la ragione) non sta mai tutto da una parte.
...ricordi...
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« Mia piccola Amélie, lei non ha le ossa di vetro. Lei può scontrarsi con la vita. Se lei si lascia scappare questa occasione con il tempo sarà il suo cuore che diventerà secco e fragile come il mio scheletro. Perciò si lanci, accidenti a lei! ♥ »
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Incostante e a volte persino contraddittoria. Mi piace ascoltare. Dotata di una buona dose di stronzaggine. Eccessiva pensatrice. Legata alle persone a cui voglio bene. Consapevole che, a volte, la vita va come deve andare. Ironica. Cattiva –sometimes-. Ingenua. In un perenne stato di ricerca. Spaventata. Scissa. Superba - sometimes-. Incomprensibile a chi non la conosce. Determinata per le cose che vuole. A volte senza coraggio. Con la tendenza a non dimenticare (in senso sia positivo sia negativo). Disordinata. Mentalmente pigra -sometimes-. Testarda e permalosa. Studentessa di Psicologia. Una piccola sognatrice dentro un corpo di (quasi) donna.
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