sabato, 27 dicembre 2008, 12:25

pathetic

Ci sono [eventi, pensieri oggetti, interventi, etc...] che hanno veramente dell'inutile su questo mondo... Eppure, non c'è la possibilità di cambiare... A volte, si può solo chiudere l'occhio ed evitare di vedere.

Mah, che pensiero grigio.
Eppure, ho una quotidianità che scivola ad una discreta altezza, di certo serena e a tratti persino felice.


Scritto da eruname in thoughts, friendship, daily report
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domenica, 07 dicembre 2008, 23:31


«Ammi tempu ca ti perciu», 'ncissi u surici a nuci


«Dammi tempo che ti buco», disse il topo alla noce



Definizione: Abbi pazienza e vadrai che riuscirò nel mio intento.


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Sono il re di chi ama troppo
Sono il re di chi perdona
Che sia animale o cosa
Sbaglia e accusa di persona

Sono il re di chi ama e basta
E di chi non abbandona
Sono il re della pazienza
Ce l’ho in testa la corona
E, semmai dovessi andarmene, tu

Quando parlerai di me
Che non conto mai le ore perché
Il mio lavoro è aspettare
Ti ricorderai di me
Perché amore, amore è andato
E non me ne ero accorto io,
Il re di chi ama troppo

Sono il re del solo affetto
Sono il re di ciò che ho detto
Condannato dal difetto di chi
Pensa sempre nero solo
Perché ama per davvero

Quando parlerai di me
Che non conto mai le ore perché
Il mio lavoro è aspettare
Ti ricorderai di me
Perché amore, amore è andato
E non me ne ero accorto io
Il re di chi ama troppo

Sono il re dei troppi errori, dei pensieri messi fuori
Sono il re della distanza, sono il re di te e di me
Sono il re di chi lo dice ciò che sento
Sono il re del tuo ricordo buono a niente
Sono il re di chi si avrà per sempre

Quando parlerai di me
Che non conto mai le ore perché
Il mio lavoro è aspettare
Ti ricorderai di me
Perché amore, amore è andato
E non me ne ero accorto io
Il re di chi ama troppo

Ti ricorderai di me
Perché amore, amore è andato
E non me ne ero accorto io

Il re di chi ama troppo


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giovedì, 04 dicembre 2008, 10:35

Shinedown - 45




Send away for a priceless gift
One not subtle, one not on the list
Send away for a perfect world
One not simply, so absurd
In these times of doing what you're told
You keep these feelings, no one knows
What ever happened to the young man's heart
Swallowed by pain, as he slowly fell apart

And I'm staring down the barrel of a 45,
Swimming through the ashes of another life
No real reason to accept the way things have changed
Staring down the barrel of a 45

Send a message to the unborn child
Keep your eyes open for a while
In a box high up on the shelf, left for you, no one else
There's a piece of a puzzle known as life
Wrapped in guilt, sealed up tight

What ever happened to the young man's heart
Swallowed by pain, as he slowly fell apart

And I'm staring down the barrel of a 45,
Swimming through the ashes of another life
No real reason to accept the way things have changed
Staring down the barrel of a 45

Everyone's pointing their fingers
Always condemning me
And nobody knows what I believe
I believe

And I'm staring down the barrel of a 45,
Swimming through the ashes of another life
No real reason to accept the way things have changed
Staring down the barrel of a 45

From Songfacts.com:

Many people think this is about suicide, but the song is actually about hope, to fight against the odds. Shinedown lead singer Brent Smith told Foundry Music: "I think a lot of people kind of take a literal sense because of the lyrics - but the song is basically about the day that you wake up and you look at yourself in the mirror and you finally decide that you want to try to become comfortable in your own skin, and realize that you're gonna have to make yourself happy before you're going to make anyone else happy. And basically, the 45 isn't an actual literal term for a gun, I used it as a metaphor for the world, the 45 is actually the world and what it hands you every day of your life. When you get up, it's a gift to be alive to begin with. A lot of different people, when I've talked about it, they said, 'Do you really honestly mean that?' And I'm like, 'Well, yeah.' Because I've been in that situation where I didn't know if I wanted to continue going on and I didn't know how to necessarily make myself comfortable with who I was, trying to find a way of learning more about myself. And you come from a dark place sometimes, and that's really the reality of the song. It's about overcoming and about moving forward. And it's basically about understanding that it's not always going to be good, but you really have no one to blame for yourself if you don't move forward. That's where the whole, 'Nobody knows what I believe,' comes from because we're all individuals. So that's really where it comes from, it's about moving on, really."


Scritto da eruname in ascolto
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A volte credo che di cose da dire ce ne siano addirittura fin troppe. Altre, invece, mi rendo conto che solo il silenzio è in grado di riempire come si deve una conversazione. Altre ancora silenzio e dialogo si alternano: le pause al momento giusto, le parole dette esattamente nel momento in cui dovevamo dirle.

Certo... Se funzionasse sempre così liscio, non ci sarebbero problemi e incomprensioni. Non litigi e rotture.
Le persone si fermerebbero quando devono fermarsi e interloquirebbero quando necessario.
Nella realtà, spesso le cose si invertono: si tace quando si dovrebbe parlare (se non urlare), e si parla quando sarebbe meglio starsene zitti.

Oggi ho la sensazione che sia successo esattamente questo. Ho speso troppe parole (anche una in più può fare la differenza) in certe situazioni e sono stata avara in altre.
...è successo anche con la stessa persona, in momenti diversi.

E ho visto riflessa nell'altro la mia difficoltà, il mio fare fatica per.


Scritto da eruname in thoughts
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martedì, 02 dicembre 2008, 22:19


«Se solo riuscissi a dirti che c'è un'unica strada possibile...»

Se solo riuscissi.
Ma... Non è così facile.

Non è mai stato facile, in nessun caso.

E vaffanC.


Scritto da eruname in thoughts, quotes
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lunedì, 01 dicembre 2008, 13:46


Non so perché ma questa storiella mi è piaciuta. Certo... La morale non so se sia proprio quella.... :P

Un giorno, il giovane re Artù fu catturato ed imprigionato dal sovrano di un regno vicino. Mosso a compassione dalla gioia di vivere del giovane, piuttosto che ucciderlo, il sovrano gli offrì la libertà, a patto che rispondesse ad un quesito molto difficile: "Cosa vogliono veramente le donne?".
Artù avrebbe avuto a disposizione un anno, trascorso il quale, nel caso in cui non avesse trovato una risposta,sarebbe stato ucciso.
Un quesito simile avrebbe sicuramente lasciato perplesso anche il più saggio fra gli uomini e sembrò al giovane Artù una sfida impossibile, tuttavia, avendo come unica alternativa la morte, Artù accettò la proposta, e fece ritorno al suo regno.
Ivi giunto, iniziò a interrogare chiunque: la principessa, le prostitute, i sacerdoti, i saggi, le damigelle di corte e via dicendo, ma nessuno seppe dargli una risposta soddisfacente. Ciò che la maggior parte della gente gli suggeriva era di consultare una vecchia strega, poiché solo lei avrebbe potuto fornire la risposta, ma a caro prezzo, dato che la strega era famosa in tutto il regno per gli esorbitanti compensi che chiedeva per i suoi consulti.
Il tempo passò... E giunse l'ultimo giorno dell'anno prestabilito, così che Artù non ebbe altra scelta che andare a parlare con la vecchia strega, che accettò di rispondere alla domanda, solo a patto di ottenere la mano di Gawain, il più nobile dei Cavalieri della Tavola Rotonda, nonché migliore amico di Artù. Il giovane Artù provò orrore a quella prospettiva: la strega aveva una gobba ad uncino,era orrenda, aveva un solo dente, puzzava di acqua di fogna e spesso faceva anche dei rumori osceni! Non aveva mai incontrato una creatura tanto ripugnante. Perciò si rifiutò di accettare di pagare quel prezzo e condannare l'amico a sobbarcarsi un fardello simile!
Gawain, venuto al corrente della proposta, volle parlare ad Artù dicendogli che nessun sacrificio era troppo grande per salvare la vita del suo re e la Tavola Rotonda, e che quindi avrebbe accettato di sposare la strega di buon grado.
Il loro matrimonio fu pertanto proclamato, e la strega finalmente rispose alla domanda: "Ciò che una donna vuole veramente è essere padrona della propria vita".
Tutti concordarono sul fatto che dalla bocca della strega era uscita senz'altro una grande verità e che sicuramente la vita di Artù sarebbe stata risparmiata. Infatti il sovrano del regno vicino risparmiò la vita ad Artù, e gli garantì piena libertà.
Ma che matrimonio avrebbero avuto Gawain e la strega? Artù si sentiva lacerato fra sollievo ed angoscia, mentre Gawain si comportava come sempre, gentile e cortese. La strega al contrario esibì le peggiori maniere: mangiava con le mani, ruttava e petava, mettendo tutti a disagio.
La prima notte di nozze era vicina, e Gawain si preparava a trascorrere una nottata orribile, ma alla fine prese il coraggio a due mani, ed entrò nella camera da letto e... Che razza di vista lo attendeva! Dinnanzi a lui, discinta sul talamo nuziale, giaceva semplicemente la più bella donna che avesse mai visto!
Gawain rimase allibito, e non appena ritrovò l'uso della parola (il che accadde dopo diversi minuti), chiese alla strega cosa le fosse accaduto. La strega rispose che era stato talmente galante con lei, quando si trovava nella sua forma repellente, che aveva deciso di mostrarglisi nel suo altro aspetto, e che per la metà del tempo sarebbe rimasta così, mentre per l'altra metà sarebbe tornata la vecchiaccia orribile di prima.
A questo punto la strega chiese a Gawain quale dei due aspetti avrebbe voluto che ella assumesse di giorno, e quale di notte.
Che scelta crudele!
Gawain iniziò a pensare all'alternativa che gli si prospettava: una donna meravigliosa al suo fianco durante il giorno, quando era con i suoi amici, ed una stregaccia orripilante la notte? O forse la compagnia della stregaccia di giorno e una fanciulla incantevole di notte con cui dividere i momenti di intimità?

Voi cosa avreste fatto?
La scelta di Gawain è distante solo un paio di righe... Ma non leggete, finché non avrete fatto la vostra scelta!















Il nobile Gawain disse alla strega che avrebbe lasciato a lei la possibilità di decidere per se stessa. Sentendo ciò, la strega gli sorrise, e gli annunciò che sarebbe rimasta bellissima per tutto il tempo, proprio perchè Gawain l'aveva rispettata e l'aveva lasciata essere padrona di se stessa!

La morale di questa storia?

Non importa se la tua donna è bella o brutta, se è intelligente o stupida.... In fondo in fondo è sempre una strega!!!

Con questa mail ti e stata spedita la FortUna; non la Fortuna con la F maiuscola, ma addirittura la FortUna con la F e la U maiuscole.
Qui non badiamo a spese.
Da oggi avrai buona fortuna, ma solo ed esclusivamente se ti liberi di questa mail e la spedisci a tutte le streghe che conosci...
....e agli uomini che non ricordano cos'è un cavaliere.


Scritto da eruname in leggo
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The Blog

« Mia piccola Amélie, lei non ha le ossa di vetro. Lei può scontrarsi con la vita. Se lei si lascia scappare questa occasione con il tempo sarà il suo cuore che diventerà secco e fragile come il mio scheletro. Perciò si lanci, accidenti a lei! ♥ »

About Me.

Incostante e a volte persino contraddittoria.
Mi piace ascoltare.
Dotata di una buona dose di stronzaggine.
Eccessiva pensatrice.
Legata alle persone a cui voglio bene.
Consapevole che, a volte, la vita va come deve andare.
Ironica.
Cattiva –sometimes-.
Ingenua.
In un perenne stato di ricerca.
Spaventata.
Scissa.
Superba - sometimes-.
Incomprensibile a chi non la conosce.
Determinata per le cose che vuole.
A volte senza coraggio.
Con la tendenza a non dimenticare (in senso sia positivo sia negativo).
Disordinata.
Mentalmente pigra -sometimes-.
Testarda e permalosa.
Studentessa di Psicologia.
Una piccola sognatrice dentro un corpo di (quasi) donna.

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«Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita: Non importa quanto buona sia una persona, ogni tanto ti ferirà. E per questo bisognerà che tu la perdoni.
(...)
Non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari».
Paolo Coelho

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