venerdì, 02 ottobre 2009, 21:47


È difficile, per me, dire agli altri cosa penso in ogni istante. Credo sia una forma di protezione, ma - quando si toccano corde profonde che vibrano intensamente e quando si tratta di parlarne, di condividere con qualcuno - è inutile, spesso il silenzio copre come un manto quello che succede.
Questo, ovviamente, sia per le piccole e grandi gioie sia per i dolori vari.
Arrivi, però, ad un punto in cui ti viene detto che non puoi tenere tutto dentro e che gli altri non leggono nella tua testa. Cioè, non è che la prima volta che mi è stato detto io ho schioccato le dita e sono magicamente cambiata. Ho deciso di mediare a questo mio difetto quando mi è stato fatto presente da una persona ben precisa, con cui ho rapporto più che speciale in cui la comunicazione è fondamentale.

È difficile decidere di limare un lato del mio carattere ed è difficile provare a fare qualcosa che non ho mai fatto sapendo che sono in ritardo sul tempo. Un po' come imparare a fare le addizioni a dieci anni, per intenderci. Tuttavia, ci sto provando, a volte con esiti disastrosi, altre con esiti decenti, altre ancora con esiti soddisfacenti.

L'importante è provarci e accettare la difficoltà di farlo, ammettere i tentativi falliti e comprendere le conseguenze. Più vai avanti, più - spero - migliorerai il tiro.

Nel frattempo, pur non credendo in niente, eccovi una citazione che mi è tornata in mente in questi giorni e oggi ha un suo perché:

Oh Grande Spirito,dammi la Serenità di accettare le cose che non posso cambiare,il Coraggio di cambiare quelle che posso la Saggezza di comprenderne la differenza
In versione: Preghiera Cherokee

Signore, dammi la forza di cambiare le cose che si possono cambiare. Dammi il coraggio di accettare le cose che non si possono cambiare. Signore, dammi il buonsenso di distinguere le prime cose dalle seconde.
In versione: San Tommaso Moro


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lunedì, 14 settembre 2009, 23:24


Il bello, a volte, è che ti senti dire "Lo so, ho sbagliato, però almeno, ho capito che c'era qualcosa che non andava e da dove veniva."

Non mi interessa sentir dire "Ho sbagliato", il regalo più grande è stato quello che è venuto dopo, il passo fatto per avvicinarsi.
Lo so benissimo che avvicinarsi a me costa fatica, tanta pazienza e un po' di coraggio, infatti per questo lo reputo un dono prezioso.
<3


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giovedì, 10 settembre 2009, 15:13




Ok, ora che si sono risolti tutti i problemini che il cambio di template ha portato con sè, posso "tranquillamente" mettermi a scrivere, finalmente.
Non so motivare la mia voglia di ritornare qui, di scrivere parole al vento, di concedere a "sconosciuti" i miei tarli interiori, le mie sofferenze, le mie miracolose gioie... Eppure, non ho resistito.
Non ho ceduto nemmeno di fronte al salvataggio del blog da qualche mese del 2007 in poi: un lavoro faticoso e meschino, non tanto per il copia-incollare, no, ma per l'essere tornata a toccare con mano quel mondo, quei sentimenti, quei problemi. Insomma, tutte quelle cose di cui non avevo più memoria, sepolte sotto strati di quotidianità. Non sono i ricordi importanti, quelli che avevo dimenticato, ma la routine di una vita che aveva ritmi e strade diverse.
La nostalgia non ha potuto non prendere il sopravvento. Ho riletto tante di quelle cose, che mi sono sentita mancare l'aria. Quell'aria.
Ma...
Che aria?
Beh, l'aria che hai quando il mondo gira tutto intorno a te. Quando non devi dividere le tue cose con qualcun'altro, dove le cose sono i sentimenti, lo spazio mentale, il tempo a disposizione e le forze. Lo spazio era di mia proprietà, sì, avevo il punto dove sedermi e ritornare calma, il luogo dove chiudere gli occhi e recuperare le energie.
Oggi, no, non è che quei posti non ci sono più... Solo che non li ho più usati, da allora. La mia energia si è fusa con l'energia di qualcun'altro e per ricaricare le batterie dovrebbe bastare stare insieme, guardarlo negli occhi e sentire lo stomaco che ti si stringe di nuovo con qualche farfalla che ti dà fastidio. Dovrebbe andare così... Già.
Capita, però, che uno dei due (o anche entrambi) inizi a fare fatica. Sentire le farfalle quando si è preoccupati è impossibile, com'è impossibile rendere una risorsa lo stare assieme. Il momento in cui si è uno di fronte all'altro diventa quindi l'attimo in cui si tentano di sciogliere i nodi che l'altro non riesce a gestire, diventa l'attimo in cui l'unico pensiero è dare tutta la forza a sostegno al partner, senza remore e senza rimpianti. Perché è il suo sorriso, il suo stare bene quello che più desiderate. Quello sguardo che riscalda appena si appoggia su di noi, quel tocco rassicurante che mette i brividi.

Ma... E se questa situazione si protraesse per più giorni, settimane, mesi...?
Le risorse che abbiamo, si sa, non durano in eterno. Prima o poi sono destinate ad esaurirsi.
Questo viene accelerato dal fatto che i risultati tanto attesi non arrivano così celermente, e nasce il sospetto che serva più tempo e più pazienza. Tuttavia, con che forze, se tutte quelle che avevamo se sono già andate e se non c'è stato modo di trovarne altre? Ecco lo sconforto e la fatica che ora pesano.

È a questo punto che io mi sono guardata indietro. Questo il momento in cui ho provato nostalgia del mio spazio. Tuttavia, non farei mai cambio. Perché, se è vero che quello che avevo prima era una stabilità mediocre, quello che ho ora è, sì, altalenante, ma, così come tocca punti di dolore, arriva anche alla più alta e leggera gioia. Ed è una sensazione a cui non so rinunciare, non ancora.

Quindi... Forse, verrò qui un po' più spesso. Questo è uno di quei luoghi di cui vi ho parlato prima, quelli dove trovare energia e calma. Verrò, sperando che mi sia d'aiuto.

Intanto, bentornata a me. : )


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domenica, 23 novembre 2008, 20:36


Spero che ami
dopo di noi
Spero ti ami
un po' di più
Spero che ami
anche per me...


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mercoledì, 03 settembre 2008, 19:45


Occhi dentro occhi e prova a dirmi se
un po' mi riconosci o in fondo un altro c'è sulla faccia mia
che non pensi possa assomigliarmi un po'

Mani dentro mani e prova a stringere
tutto quello che non trovi
negli altri ma in me
quasi per magia
sembra riaffiorare tra le dita mie

Potessi trattenere il fiato prima di parlare
Avessi le parole quelle giuste per poterti raccontare
qualcosa che di me poi non somigli a te

Potessi trattenere il fiato prima di pensare
Avessi le parole quelle grandi
per poterti circondare
e quello che di me
bellezza in fondo poi non è


Bocca dentro bocca e non chiederti perché
tutto poi ritorna
in quel posto che non c'è dove per magia
tu respiri dalla stessa pancia mia

Potresti raccontarmi un gusto nuovo per mangiare giorni
Avresti la certezza che di me in fondo poi ti vuoi fidare
quel posto che non c'è
ha ingoiato tutti tranne me

Dovresti disegnarmi un volto nuovo e occhi per guardarmi
Avresti la certezza che non è di me che poi ti vuoi fidare
in quel posto che non c'è
hai mandato solo me
Solo me
Solo me
Solo me
Solo me...



Quanto mi piace questa canzone.... Per me, è poesia pura. Ogni parola ha un peso, un senso. O forse lo ha solo ai miei occhi... Mah.
Mi ha accompagnata in una giornata più che difficile una sessantina di giorni fa e oggi mi ritrovo ad ascoltarla in loop con fuori un tempo ventoso che suggerisce voglia di pioggia e ore di tirocinio pesanti alle spalle. Non ci sono fili comuni tra gli avvenimenti di quel passato e di oggi, se non la mia tristezza.

E così, mi ritrovo qui a pensare a quanto questa poesia in musica renda bene quanto ci si possa sentire esclusivamente considerati, come al culmine di una parabola rovesciata, e poi ci ritrovi esclusivamente tagliati fuori. Come renda bene cosa significa sentire una persona vicino, sentire di essere una cosa unica e intera, di come però le cose cambiano con un semplice colpo di vento, in modo imprevisto e come ciò ci veda impreparati.

...è inutile, questa canzone fa male eppure mi piace. La ascolto ogni volta con attenzione pensando a tutte le volte che ho vissuto la voglia di trovare "le parole giuste per poterti raccontare qualcosa di me che non somigli a te", oppure la voglia di essere circondata da una parola rassicurante che aspettavo piuttosto che il desiderio di riempirmi le labbra di parole bellissime per mancare alle lacune di  "quello che di me bellezza poi non è".
Alla fine di tutto, serve impegno per creare un rapporto concreto. Serve la voglia (rischiosa) di mettersi in gioco. Perché è facile giocare e scherzare finché c'è la possibilità di farlo ed è anche facile non rendersi conto che si è andati un po' oltre i limiti consentiti dal buon senso. E allora si rischia di guardarsi in faccia e di scoprire che uno dei due c'è rimasto sotto.

"Ma alla fine stavamo scherzando..."
...è comodo nascondersi dietro un dito e non capire che abbiamo peccato di leggerezza, che abbiamo sottovalutato quello che abbiamo visto, che abbiamo lasciato che un significato doppio fosse dato ai nostri gesti. Fin troppo facile è fare spallucce dicendo "Ah, ma io non c'entro, non è colpa mia". In un qualsiasi rapporto a due, non è mai solo colpa di una persona. La responsabilità si divide tra entrambi gli interessati. Magari c'è chi ci ha messo di più e chi ci ha messo di meno, ma il torto (e la ragione) non sta mai tutto da una parte.


...ricordi...

[in loop "Quel posto che non c'è"_Negramaro]


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sabato, 09 agosto 2008, 18:52


«I know who I want to take me home.»

Ovvero... So chi voglio che mi porti a casa.
Un modo come un altro per dire che sono cosciente di quello che ho fatto e che sto facendo, me ne assumo la piena responsabilità.

Di tutto.

Sono consapevole che agli altri potrò risultare una cogliona, una stupidina, una stronza, una tr**a, un qualsiasi cosa volete voi.
Ma...
Io sto seguendo me stessa... Ci sono io ad indicarmi la strada dieci passi più avanti, io che rido e piango, che abbraccio e seduco, io che scelgo, io che sbaglio, io che perdo e vinco.

Solo
IO.

Di quello che gli altri, che voi, potete pensare, sinceramente, con tutto rispetto, non me ne può fregar di meno.
Entrate nel mio corpo e nella mia vita e poi ne riparliamo, al massimo.


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lunedì, 28 luglio 2008, 21:46


...strano. È qualche ora che ho in testa una canzone: Change delle Sugababes.
Ricordo che la prima volta che l'ho sentita è stata grazie al video che girava su Mtv, che mi aveva colpito per la sua delicatezza e il tono malinconico.

È proprio vero che le cose possono cambiare da un momento all'altro, è proprio vero che noi possiamo cambiare molto velocemente, in certi casi.

La mia situazione ne è la dimostrazione.
Un attimo fa tutto era calmo e tranquillo, all'improvviso, ecco che la tempesta si abbatte.
Discutere e deludere, deludere e discutere.

Io che cambio.
Velocemente.

Cosa deve succedere ancora?



Change - Sugababes


If I could hold you close
Like you were never gone
If I could hear your voice
You'd tell me to be strong

But sometimes I just can't
I just don't understand
Why you had to go (why you had to go)
Guess I'll never know

Chorus
Ain't it funny how you think you're gonna be OK
'Til you remember things ain't never gonna be the same again (same again)
Ain't it crazy how you think you've got your whole life planned
Just to find that it was never ever in your hands (in your hands)
Change

If I could get to you (ooh)
I'd be there in a minute
My world don't make no sense (ooh)
Not without you in it

And sometimes I just cry
Can't say I don't know why
But why'd you have to go? (why'd you have to go?)
And leave me here alone (and leave me here alone)

Chorus
Ain't it funny how you think you're gonna be OK
'Til you remember things ain't never gonna be the same again (same again)
Ain't it crazy how you think you've got your whole life planned
Just to find that it was never ever in your hands (in your hands)
Change

You don't see it coming
Change
When the future comes knocking
It changed
It can make you and break you too
You just have to make it through
You just have to make it through

Chorus
Ain't it funny how you think you're gonna be OK
'Til you remember things ain't never gonna be the same again (same again) (for me yeah)
Ain't it crazy how you think you've got your whole life planned
Just to find that it was never ever in your hands (ooh) (in your hands)
Change (change, change, oooh)
Ooh change, change
Change


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venerdì, 04 luglio 2008, 22:34


C'è un fondo di dolore che non ci abbandona. Pensavo andasse diversamente, invece...
Ho sbagliato un'altra volta.

L'ennesima ferita, l'ennesima illusione, l'ennesimo "Dany.... Che stupida che sei...", l'ennesimo mordersi la lingua, le labbra, le mani, le guance, qualsiasi cosa pur di non urlare.

Ancora.
E ancora.
E ancora.
E ancora.

Fino a che la rabbia non muore in gola, fino a che non ti ritrovi a fissare il vuoto di una stanza da letto buia, con il viso stanco e scavato dalle lacrime.

Mai più.
La solita promessa.

Non permettere mai più a nessuno di farti così male.
Ma, poiché questa è stata una storia in cui io ho vissuto agendo, ho agito. Mi sono impedita di star ferma, di subire.
Scrivi.Ricevi una risposta.Scrivi.

Di getto, d'impulso, di forza.
Le emozioni fluiscono, non il dolore. Non posso permettere che quello e la rabbia offuschino. Renderebbero cattivo qualcosa che è già crudo di per sé.

E allora.... Fuori il rospo. Il veleno di un qualcosa che il mio interlocutore non vorrebbe più toccare.
Eccola lì, la tua paura.

Io la vedo, la conosco e la smaschero.
L'ho percepita talmente bene da non averne paura. Talmente bene da aver agito con l'ingenuità del contatto emotivo.
Che stupida...

Tu e il tuo sesso, tu e la tua assenza di sentimenti. Tu e la tua paura di farti male.
Continuerai a farti male, se avrai paura di farti male.

Cristo, Boccadoro, sei peggio di me.
E lo dico sorridendo.

Perché, almeno io, nonostante tutti gli stronzi come te che ho incontrato, non ho ancora paura di lasciarmi andare ai sentimenti.
E in questo vinco.

[in the air "Onde Corte"_Ludovico Einaudi]


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sabato, 28 giugno 2008, 13:45


Da Internazionale.it:

Capricorno (22 dicembre - 19 gennaio)

Benvenuto alle Previsioni per la seconda metà del 2008 (parte 2), Capricorno. Come vanno i compiti che ti sono stati assegnati alla fine dell'anno scorso? Immagino che tu abbia avuto fame di nuove idee, punti di vista diversi e avventure insolite. Spero che questo ti abbia permesso di accettare più inviti, più sfide e più tentazioni che mai. Se la situazione attuale è proprio questa, mi congratulo con te e ti ricordo che sei solo a metà del processo di risveglio. Altrimenti, comincia a darti da fare subito!

....ho avuto fame di nuove idee e sento ancora la necessità di togliermi un po' di "merda" di dosso. Mi sono imposta molti vincoli e molte limitazioni e poi ho avuto paura di non rispettarle, pensando che ciò mi avrebbe reso peggiore. Inizio a capire che alcune sono delle grandissime cazzate.
Ho il diritto di vivere una vita semplice, senza precludermi qualcosa per paura di quello che potrebbe succedere dopo, di cosa sembro agli occhi altrui, della mia immagine tranquilla ma a volte fasulla.
Vorrei sciogliere le catene e godermi tutto con più semplicità: buttarmi, se mi faccio male, pazienza, son grande abbastanza per rialzarmi, pulirmi i vestiti e ripartire.

...è il rischio. E voglio il rischio, voglio un'avventura insolita.
Ma mi sono frenata.

Ultimamente un po' le cose sono cambiate, ma non per merito mio. Pur volendolo, mi hanno imposto gli altri di darmi da fare per cambiarle.
Io, soffocata dalla paura, le avrei lasciate così com'erano.

Stupidina.

Lo so.


[nella mia testa, in loop,
c'è Mina che canta "Tre Volte Dentro Me",
cover della "Dentro Marilyn" degli Afterhours
la consiglio vivamente. Ma dà dipendenza.]


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domenica, 22 giugno 2008, 14:15


Strano.... Grazie ad un libro che sto schematizzando per il prossimo esame, ho scoperto un autore che mi può potenzialmente piacere.

Anzi, già mi piace.

Pedro Salinas che, manco a dirlo, è spagnolo... Ah, le coincidenze!

Di lui, su quel libro, avevo questa poesia:

"Al di là di te ti cerco.

Non nel tuo specchio

e nella tua scrittura,

nella tua anima nemmeno.

Di là, più oltre."


E mi sono incuriosita. Mi son chiesta: "Cosa c'è oltre?"
È stato come avere davanti una porta socchiusa e aver la possibilità di decidere se entrare a sbirciare o meno.
Io, ovviamente, ho sbirciato (altrimenti non sarei qui a parlarvene).

Come una sferzata, un colpo dritto e ben assestato che arriva e raggiunge la meta, la prima poesia che ho letto mi ha lasciato... "Sconvolta".
E mi è anche piaciuta.


La voce a te dovuta


Il modo tuo d'amare

è lasciare che io ti ami.

Il sì con cui ti abbandoni

è il silenzio. I tuoi baci

sono offrirmi le labbra

perché io le baci.


Mai parole o abbracci

mi diranno che esistevi

e mi hai amato: mai.

Me lo dicono fogli bianchi,

mappe, telefoni, presagi;

tu, no.

E sto abbracciato a te

senza chiederti nulla, per timore

che non sia vero

che tu vivi e mi ami.



E sto abbracciato a te

senza guardare e senza toccarti.


Non debba mai scoprire

con domande, con carezze,

quella solitudine immensa

d' amarti solo io.



Evviva la gioia... Sì, in effetti...

Se ne volete leggere altre:
Poesia Creativa
Encanta
PensieriParole

[in the air "Divenire (Cd)"_Ludovico Einaudi]


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The Blog

« Mia piccola Amélie, lei non ha le ossa di vetro. Lei può scontrarsi con la vita. Se lei si lascia scappare questa occasione con il tempo sarà il suo cuore che diventerà secco e fragile come il mio scheletro. Perciò si lanci, accidenti a lei! ♥ »

About Me.

Incostante e a volte persino contraddittoria.
Mi piace ascoltare.
Dotata di una buona dose di stronzaggine.
Eccessiva pensatrice.
Legata alle persone a cui voglio bene.
Consapevole che, a volte, la vita va come deve andare.
Ironica.
Cattiva –sometimes-.
Ingenua.
In un perenne stato di ricerca.
Spaventata.
Scissa.
Superba - sometimes-.
Incomprensibile a chi non la conosce.
Determinata per le cose che vuole.
A volte senza coraggio.
Con la tendenza a non dimenticare (in senso sia positivo sia negativo).
Disordinata.
Mentalmente pigra -sometimes-.
Testarda e permalosa.
Studentessa di Psicologia.
Una piccola sognatrice dentro un corpo di (quasi) donna.

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«Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita: Non importa quanto buona sia una persona, ogni tanto ti ferirà. E per questo bisognerà che tu la perdoni.
(...)
Non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari».
Paolo Coelho

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